Elk's Diary - Dal bikepacking al downhill - Ep.2

Bikepacking e gravel... all'epoca era solo cicloturismo

Nei primi mesi del 2010 venne a trovarci Omar Bonsembiante (tenete in mente questo nome!), un ragazzo del nostro paese con una spiccata propensione all’outdoor. In cerca di un viaggio che lo mettesse alla prova, ci chiese di supportarlo nel preparare la sua impresa: arrivare a Capo Nord in bici. Più di 4mila chilometri attraverso l’Europa con la sua bici, tenda e vettovaglie per poter essere sempre autonomo. Studiammo assieme le soluzioni migliori per il bikepacking poi, considerata la quantità di attrezzutra che doveva portare, optammo per un carrellino bob.

All'epoca le bici gravel non esistevano, dovemmo puntare su qualcosa di convenzionale e riadattarlo all'uso: Pinarello gli fornì una bici da corsa in alluminio che trasformammo in una cicloturismo con manubrio e rapporti adatti. Gli fornimmo copertoni, camere d’aria, altri possibili ricambi e gli preparammo la bici per il viaggio. Dopo qualche periodo di allenamento Omar partì il 19 giugno e arrivò a Capo Nord il 2 agosto.

Diversificare o specializzarsi, come trovare la propria strada?

Nel frattempo, analizzando i conti del negozio, qualcosa non quadrava: era difficile distinguersi dalla concorrenza. Seguendo qualche libro di marketing e teorie sull’ “Oceano Blu" di W. Chan Kim e Renée Mauborgne, iniziammo a cercare qualcosa da avere solo noi, pur non sapendo esattamente cosa. A dir la verità pensavamo che un negozio di bici con agenzia viaggi annessa, che programmava anche discese in rafting fosse già abbastanza per distinguerci.

Durante la primavera organizzammo dei corsi di guida con il campione di Downhill Alan Beggin. Lui è un personaggio! Oltre la bravura in bici e la conoscenza tecnica  è un ragazzo simpaticissimo: i clienti si iscrivevano ai corsi per passare delle domeniche piegati in due dal ridere e cercare di tornare a casa con un po’ di dimestichezza in più in discesa.

Il 13 aprile 2010, leggendo le notizie sui vari magazine, mi imbatto nella classifica del Vienna Airking: il famoso contest slopestyle. Noto che tra i primi 10 ci sono tre atleti sponsorizzati Dartmoor. Googlo subito e vado ad informarmi. Un giovanissimo marchio polacco di materiale dirt e bmx. Incassato un immediato “Si!” da Alberto, scrivo una mail di presentazione. Le aspettative erano poche: due ragazzi giovani, nuovi, con un negozietto di provincia. Dopo pochi giorni ci risponde il brand manager Dartmoor, scusandosi per il ritardo (era in viaggio per lavoro a Taiwan). Era interessato alla nostra proposta di distribuzione per l’Italia.

Il primo piccolo stock arriva solo qualche giorno prima del Contest Dirt allora più importante d’Italia: lo “Slopestyle Photocontest di Nimis”. Avremmo dovuto esporre lì per forza! Fu quasi un disastro...

...Continua...

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